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La differenza tra ascoltare e sentire che potrebbe costarti caro in azienda

Aggiornamento: 12 mar 2022

Ascoltare e sentire sono due verbi simili ma con un significato completamente diverso.


Sentire vuol dire semplicemente percepire un rumore o una conversazione senza porre grossa attenzione a ciò che il nostro udito percepisce.


Ascoltare invece è tutta un’altra cosa…

Ascoltare vuol dire comprendere a fondo le parole dell’interlocutore senza limitarsi solamente a sentirle.


Insomma, sono due verbi con un significato profondo diverso.


Per questo motivo ti propongo una domanda: preferisci ascoltare o sentire i tuoi dipendenti?


La risposta a questa domanda dovrebbe essere, ovviamente, ASCOLTARE.


Si, perché i dipendenti sono la parte fondante l’azienda e senza di loro, purtroppo, tutto sarebbe solamente un qualcosa di effimero. Sarebbe come pensare che la parte fondante di una squadra di calcio sia l’allenatore; esso è sicuramente una parte importante ma di certo non può giocare da solo.

Non credi?


Un’azienda sana e produttiva deve basarsi su dei dipendenti sani e produttivi che partecipano in prima persona alle vicende aziendali. Ovviamente, non intendo che debbano sedersi al tavolo dei grandi per discutere di fusioni o di quanto capitale necessiti una particolare azione… bensì che debbano essere ascoltati.


Per questo motivo in America sta nascendo una figura nuova che potrebbe cambiare completamente le sorti dell’imprenditoria: si tratta del Chief Happiness Officer.

Questa figura avrebbe il compito di occuparsi del benessere psico fisico dei dipendenti per cercare di riportare le loro richieste alla dirigenza.

Si tratta di un nuovo modo di fare imprenditoria dove le persone vengono messe completamente al centro così da ottenere una crescita esponenziale della società.


Un comportamento del genere può fare un’enorme differenza nella produttività visto che gli ultimi studi effettuati la mettono in relazione proprio con il benessere psico-fisico dei dipendenti.


A riguardo di ciò, c’è un aspetto di cui, a mio avviso, tutti gli imprenditori dovrebbero aver paura.


Un aspetto che nel Report di Gsk, azienda leader nella ricerca in ambito salute, viene citato come colpevole nel 79% dei casi del calo di attenzione e produttività sul posto di lavoro.


Si tratta del dolore muscolo-scheletrico.


Iniziare ad ascoltare i propri dipendenti per quanto riguarda il loro benessere vuol dire accettare che questo problema, purtroppo, è all’ordine del giorno.

Il solo mal di schiena colpisce l’80% dei lavoratori in Svizzera e se aggiungiamo l’emicrania, il dolore cervicale e la cefalea tensiva è quasi sicuro che ascoltare le problematiche dei tuoi dipendenti potrebbe aprirti un mondo.


Potrebbe permetterti di diminuire le assenze…

di diminuire le spese societarie…

di diminuire le uscite anticipate…


ma sopratutto ti può far diventare un capo diverso ed amato.


Quindi inizia a ragionare come un allenatore che cerca di occuparsi al meglio della propria squadra entrando a far parte del mondo di Touch, il primo servizio di Welfare aziendale basato sulle terapie manuali.


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