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Diminuire i giorni di assenza dei tuoi collaboratori tramite un servizio innovativo di Welfare




Oggi con quest’articolo voglio ritornare su un argomento a cui ogni imprenditore dovrebbe porre estrema attenzione per smettere di sperperare ogni anno soldi in spese variabili che potevano essere evitate.

In un altro post che trovi a questo link ti ho parlato di come il Welfare Aziendale applicato all’area del benessere possa trasformare la tua azienda in una calamita per nuovi lavoratori facendoti così risparmiare migliaia di franchi.

Ti ho anche mostrato in questo post come proprio il Welfare possa trasformarsi in un’arma micidiale per trattenere quelli che invece già lavorano per e con te, anche qui facendoti risparmiare soldi.

Oggi invece voglio concentrarmi su un altro problema che molto spesso gli imprenditori, presi da mille impegni giornalieri, non riescono ad analizzare nel migliore dei modi.

Sto parlando delle assenze.

Penso che tu lo sappia, le assenze sono il male del mondo imprenditoriale.

Che tu sia proprietario o direttore di una struttura piccola con 5 collaboratori o che la tua sia una realtà più strutturata con 20 o 30 persone sotto di te, il succo rimane lo stesso: un collaboratore che si assenta per qualunque motivo è un problema l’azienda per cui lavora.

Ciò che rende questa situazione veramente complicata da gestire è la doppia natura delle conseguenze che queste assenze possono avere.

Infatti, l’impatto è sia gestionale sia economico.

Ma non è ancora tutto, perché, l’impatto sarà nell’immediato e nel lungo periodo.

Tengo a precisare questo aspetto perché mi è capitato spesso di sentire imprenditori che in casi come questi osservano solo la punta del problema e non tutto quello che ne consegue.

Mi spiego meglio.

Devi immaginare un’assenza come un iceberg gigante.

Ciò che vedrai nell’immediato sono quei ¾ che emergono dall’acqua che riguardano tutti i problemi strettamente legati al fatto che il tuo collaboratore non sta seduto alla scrivania a lavorare.

Non riuscirà a chiamare i clienti, a chiudere le pratiche burocratiche e tutti gli altri compiti che sono di sua competenza con un impatto che potrà essere stabilito immediatamente.

Se non chiudi un contratto perché non chiami un cliente e quello decide di andare da un altro hai perso il valore nel tempo di quel cliente.

Molto semplice.

Ciò che invece istantaneamente non riuscirai a vedere è quel misero quarto di iceberg che sta sotto il livello del mare.

Per intenderci, sto parlando di tutte quelle problematiche secondarie legate al fatto che lui non ci sia e che non riesca a svolgere i suoi compiti ma che si mostrano solo nel lungo periodo e che possiamo inserire tra i costi indiretti.

Adesso voglio farti una domanda: quale delle due secondo te ha più peso?

La risposta scontata potrebbe essere la prima.

In fin dei conti, ¾ è la parte più grande del problema rispetto ad un semplice quarto nascosto.

La realtà è che, però, non vi è alcuna differenza tra le due.

Tutte e due possono diventare estremamente pericolose.

L’unica differenza è frutto della percezione che noi abbiamo del problema e di quando si possono veramente osservare le conseguenze del problema stesso.

Ti faccio un esempio.

Prendi il fumo.

Tutti sappiamo che il fumo a lungo andare può dare grossi problemi di salute.

La domanda spontanea è quindi “perché tante persone fumano lo stesso?”.

La risposta sta proprio nella percezione che noi abbiamo del rischio.

Il rischio di stare male è talmente lontano da noi – presumibilmente inizieremmo ad avere sintomi moltissimi anni dopo l’inizio del tabagismo – che il nostro cervello non ce lo fa percepire come un problema reale ORA. Anche se in futuro lo sarà..

Lo stesso discorso vale per le assenze.

Se un tuo collaboratore si assenta OGGI tu puoi immediatamente valutare cosa doveva fare e trovare una soluzione.

La soluzione, la quale molto spesso non fa che offuscare la nostra vista ancora di più, è delegare ad un'altra persona la mole di lavoro che l’assente doveva fare dimenticandoci però di tutte le conseguenze di questo atto.

Ne è un esempio la rabbia interna o il fastidio che potrebbe provare chi riceve la mole di lavoro dell’assente che magari dovrà fermarsi al lavoro di più per fare tutto dimenticandosi così della cena con la moglie per l’anniversario.

E la reazione della moglie, più che giusta, non farà che alimentare ancora di più il problema.

E se già ti facevi delle domande sulla veridicità della motivazione che ha portato all’assenza il tuo collega, le due cose sommate possono diventare una vera e propria bomba.

In un attimo si inizia a pensare che quello Str…. si sia preso un giorno di malattia per stare a casa…

che non stia male…

che sia tutta una finta…

mentre in realtà, magari, quel povero uomo/donna ha veramente un problema tale per cui non può presentarsi al lavoro.

Ma di natura l’uomo è diffidente.

Il detto “fidarsi è bene, non fidarsi è meglio” noi l’abbiamo preso alla lettera.

Tolta questa digressione sui ruoli familiari, ciò che veramente ogni imprenditore non riesce a valutare per natura, facendoci pensare che il problema non ci sia, è l’impatto a lungo termine che questa assenza ha.

Ricordi il fumo?

Ecco, il discorso è lo stesso.

L’impatto peggiore di un’assenza lo vedi alla fine dell’anno nel bilancio alla voce “spese variabili”.

Joel Dos Reis, manager di Generali Svizzera, ci tiene a farlo sapere a tutti gli imprenditori…

«L’assenza di collaboratori è associata a un onere organizzativo e finanziario elevato. Inoltre, eventuali miglioramenti o garanzie non possono essere eseguiti in tempo. I costi successivi che ne derivano pesano ulteriormente sull’azienda.» Insomma, ogni assenza di un collaboratore provoca costi aggiuntivi. «In media, siamo nell’ordine delle migliaia di franchi».

Come vedi anche lui si concentra maggiormente sui problemi futuri legati ad un’assenza.

Perché quelli immediati li puoi gestire discretamente anche se potresti scatenarti l’ira di mogli e mariti inconsapevolmente.

Ma quelli a lungo termine sul piano economico sono difficili da valutare ma, purtroppo, sono anche quelli che pesano di più.

Se conti che in media ogni individuo si assenta circa 6,5 giorni all’anno, il conto è presto fatto.

Per questo voglio dirti che un’arma in più per far crescere la tua azienda ma, soprattutto, per diminuire quella voce del bilancio è far si che i tuoi collaboratori si assentino il meno possibile.

Non c’è altra via d’uscita.

Almeno, io non ne conosco.


Ma perché il Welfare potrebbe cambiare le carte in tavola?

La domanda sorge spontanea.

Come può il welfare far assentare meno un tuo collaboratore?

Per prima è necessario analizzare il perché si creano queste assenze e proprio a questo proposito devo dirti una cosa importantissima.

Secondo gli ultimi studi Svizzeri della Suva il dolore muscolare è tra le prime tre cause di assenteismo nelle aziende.

Si stima che le ore di assenza siano state nel 2019 circa 80 milioni su un totale di circa 240 milioni con un costo diretto delle aziende attorno al miliardo.

E se contiamo anche tutti i costi indiretti, che sono circa 1 – 3 volte in più di quelli diretti – arriviamo presto ad una cifra allucinante.

C’è da dire una cosa.

Alcuni di costi diretti possono essere coperti dall’assicurazione, questo è vero.

Ma i costi indiretti no. Essi sono tutti a carico tuo. Tutti, nessuno escluso.

Per questo motivo ti devo mettere in guardia.

I disturbi muscolari stanno spopolando tra i lavoratori.

Si stima che il 93% di tutti i lavoratori mondiali soffra di qualche forma di dolore con un impatto notevole sull’azienda.

Per questo motivo è necessario che ogni azienda si attrezzi nel migliore dei modi per far si che questi disturbi muscolari dei propri collaboratori vengano tenuti sotto controllo mensilmente.

Ed è qui che torniamo alla domanda.

Non tutte le forme di Welfare possono farti diminuire le spese.

Converrai con me che se offri il cibo gratis ai tuoi collaboratori questo avrebbe un impatto pari a zero sul problema di cui stiamo parlando.

Idem nel caso in cui gli pagassi la palestra o gli dessi i buoni benzina o pasto.

Per carità, sono tutti ottimi servizi per migliorare il rapporto tra azienda e collaboratori ma non hanno un grosso impatto sulle assenze e quindi sulle spese.

Diverso è per altre forme di welfare che, invece, potrebbero darti un beneficio doppio.

Sia economico sia in termini di apprezzamento.

Altrimenti i costi divoreranno la tua azienda abbassando drasticamente i tuoi utili annuali.

Prendi Google, per esempio, di cui ti parlo a questo link, che ha deciso di fornire un servizio di Welfare Aziendale di massaggi direttamente in loco a tutti i suoi collaboratori.

Noti qualche differenza tra offrire un buono pasto e offrire un massaggio?

Io ne vedo tante e in primis che, contando l’innumerevole aumento di assenze per motivi di natura muscolare, forse in questo modo potresti veramente combattere questo problema.

Basta cercare un po' in letteratura per comprendere che un servizio annuale come questo potrebbe avere un impatto notevole sulla tua azienda.

Lo studio di Pereira et all ha valutato come esercizi per il collo in loco insieme ad un cambio di ergonomia della postazione per un anno possano far diminuire significativamente i disturbi e, di conseguenza, le assenze.

Questo è quello che facciamo noi di Touch.

Fornire servizi annuali di Welfare Aziendale di massaggi con l’intento di migliorare il benessere del lavoratore così da far diminuire le assenze e, di conseguenza, il loro impatto economico sulla società.

Per ricevere maggiori informazioni non dovrai far altro che compilare questo form e riceverai direttamente in azienda il nostro report con tutte le informazioni necessarie.

A presto

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