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Vorresti un Ronaldo nella tua azienda?




Tutti conosciamo il grande CR7.

Il calciatore portoghese dai capelli sempre perfetti che dalle favela di Funchal e arrivato sul tetto del calcio mondiale a suon di dribbling e punizione mozzafiato.


All'arrivo alla Juve però qualcosa è andato storto e l'inserimento nelle modalità di gioco della squadra non è stato dei migliori tanto che gli obiettivi prefissati non sono stati raggiunti e il campione è stato ceduto.


Cosa succederebbe se questa stessa situazione succedesse nella tua azienda?

Se un nuovo collaboratore non riuscisse ad integrarsi nel team e mettesse a repentaglio gli obiettivi aziendali?


È proprio questo l’argomento di cui parleremo oggi e lo faremo prendendo spunto proprio dal mondo del calcio.

Ti svelerò come sfruttare il Welfare per evitare la fuga di collaboratori così da metterti al riparo da spiacevoli sorprese.


Ronni a tutti gli effetti è probabilmente il calciatore più forte del mondo in questo momento e come saprai qualche anno fa è stato acquistato dalla Juve per una cifra da capogiro: circa 300 milioni di euro.


Ovviamente, il suo arrivo a Torino è stato apprezzato da tutti i tifosi della sponda juventina della città.


Era l’uomo perfetto per la svolta di questa squadra che da qualche anno non riusciva a dominare in Europa come avrebbe voluto. Ecco che lui era il grande campione che avrebbe fatto fare il salto di qualità alla Juve permettendogli di portare finalmente nella terra sabauda la rinomata coppa dalle grandi orecchie.

Purtroppo, non è andata così ed il motivo è molto semplice. In questo momento a Torino tutti sappiamo cosa è successo quando Ronaldo è arrivato.


Sembrava dovesse cambiare le sorti del calcio a Torino. Sembrava che finalmente la squadra di Agnelli fosse riuscita a portare il grande campione in Italia e che la risalita verso l’olimpo calcistico dovesse passare dai suoi dribbling e dai suoi gol.


Qualcosa però è andato storto e secondo i grandi esperti di calcio il motivo potrebbe essere il carattere difficile e autoritario del buon portoghese che non si rispecchiava a pieno nella mentalità Juventina.


Lui, a quanto dicono, è abituato ad essere al centro dell’attenzione sempre e comunque.

Deve essere la star del momento e nessuno deve osare rubargli la scena.

In campo tutti devono giocare per lui…

i palloni devono finire a lui…

e i gol li fare lui.


Se qualcun altro fa gol al posto suo sulla sua faccia appare quel misto di contentezza e arrabbiatura che in un gioco di squadra non si dovrebbe mai vedere e che meriterebbe la sostituzione immediata con il più brocco della panchina solo per sfregio.


Ma ovviamente, è Ronaldo e non si può sostituire.


Il concetto di squadra però è proprio questo: un insieme di persone che giocano per uno stesso fine.


Se tu non sei contento se il tuo compagno ha fatto gol forse hai leggermente sbagliato sport. Arti marziali, nuoto, golf ci sono tantissimi sport singoli che sarebbero perfetti per gente così a mio modestissimo parere.


Il problema però è che se questo atteggiamento prende il sopravvento può diventare veramente dannoso per tutti. E alla Juve tutti hanno visto la massima espressione di quello che ti ho appena detto.


Un Ronni fortissimo e in ottima forma nonostante l’età ma che giocava più per lui che per la squadra. E forse, da profano, questo è stato il motivo che ha portato il team a non alzare la fatidica coppa europea.


Nella Juve di qualche anno infatti fa segnavano persino i difensori sintomo che, uno dei punti di forza di questa squadra, era che tutti giocavano per tutti.

Tutti giocavano per la maglia e non per sé stessi.


Inserire quindi un centravanti che non era disposto a giocare per gli altri, anche se ti chiami Ronaldo, non poteva risultare una mossa geniale.


Durante una partita sembrava giocasse in totale autonomia come se i compagni non esistessero.

Il problema però è che non aveva più vent'anni.

Lui provava a fare dribblig, tiri da fuori aria e punizioni a giro...


Le corse in autonomia finivano dritte contro il terzino opposto o contro il portiere...

le punizioni continuava a prendere ripetutamente la barriera come se il suo vero obiettivo fosse quello di abbattere uno dei difensori piuttosto che fare gol...

insomma, c'era qualcosa che non funzionava e come puoi immaginare i risultati tanto sperati non sono mai arrivati e dopo qualche anno è tornato a casa a Manchester.


Ma anche li, altro giro altra corsa.


Ha iniziato a dettare regole su tutto. E se all’inizio, come a Torino, tutti accettavano a testa bassa le sue decisioni, nel momento in cui ha iniziato a mettere il becco anche sull’alimentazione che altri campioni dovevano avere perché, a detta sua, “si mangia così”…

la situazione è degenerata.


Sosteneva infatti che tutti i calciatori dovessero seguire la sua dieta. Tutti, nessuno escluso.

Il problema è che, come un bambino a cui viene negata la pizza per mangiare il broccolo in umido, il terzo portiere Lee Grant ad un certo punto ha iniziato ad agitarsi.


Il tutto è poi degenerato nel momento in cui è stato cancellato addirittura il rito del budino al venerdì sera…

lì sono esplosi tutti. Pare che lo spogliatoio sia saltato in aria e che siano addirittura dovuti intervenire tutti i tecnici per placare la situazione.


Come citava il The Sun: “l’effetto Ronaldo iniziava a farsi sentire”.


Adesso, non è mio intento quello di analizzare il suo rendimento calcistico di cui non sono così informato però questa vicenda può tranquillamente traslarsi in una tipica situazione aziendale da cui dovresti assolutamente scappare a gambe levate se non vuoi vedere il tuo sacrificio e i tuoi soldi sfumare molto velocemente.

Mi spiego.

Immagina di essere in uno di quei momenti in cui stai cercando nuovi lavoratori perché alcuni sono andati via.


Hai fatto partire le campagne on – line…

hai messo annunci sul sito…

hai pagato qualcuno per farti pubblicità così da velocizzare il tutto.


Finalmente, dopo qualche tempo e tanti soldi spesi arriva il nuovo talento. Il fuori classe che ha le carte per cambiare tutto e far crescere ancora di più l’azienda. Il Ronaldo della situazione.


Lo assumi ma dopo qualche settimana scopri che c’è un piccolo problema che non avevi calcolato.

Come un fulmine a ciel sereno si rivela un grande lavoratore ma un tipo non particolarmente socievole, testardo, che non accetta critiche e che deve avere sempre ragione anche davanti all'evidenza. In più non lega con il gruppo, mangia da solo e pensa solo a sé stesso e a come fare carriera in azienda.


E' esattamente lo stereotipo di collaboratore che nessuno vorrebbe avere in azienda perché sa benissimo che porterebbe più guai che altro.


Vuole a tutti costi essere il migliore - e probabilmente lo è - ma è spinto da una così grande voglia di rivalsa e di superiorità rispetto agli altri che non riesce a conviverci con gli altri.


E questo in un’azienda si trasforma in un attimo in una bomba ad orologeria con il timer che sta scorrendo molto velocemente in direzione dello 0. E quando lo raggiungerà, farà un botto che ti ricorderai per molto tempo.


Tornerai a casa maledicendo quel giorno che hai deciso di assumerlo. Te lo dico io.

Se ci pensi l’azienda è come una squadra di calcio. Se tutti lavorano all’unisono e in armonia i risultati arrivano. Se uno vuole strafare ed emergere mettendo in ombra gli altri, l’equilibrio crolla e i risultati di conseguenza.

Sempre più studi affermano di quanto una buona coesione tra i lavoratori e un loro stato d’animo felice possa essere il vero booster per la produttività e l’attenzione.


Ma per far sì che il clima sia gioviale e che tutti lavorino al 100%, è necessario che tutti collaborino e che non ci siano prevaricazioni. Ci si deve comportare come una squadra perché un comportamento come questo non paga.

Non paga nel calcio, non paga in un’azienda.


Con questo voglio dirti che molto spesso assumere un lavoratore nuovo può rivelarsi estremamente rischioso proprio come è successo ad Agnelli assumendo Cristiano.


Per questo motivo, è MOLTO MEGLIO STIMOLARE I PROPRI LAVORATORI A RIMANERE NELLA PROPRIA AZIENDA, PIUTTOSTO CHE ASSUMERNE DI NUOVI.


Perché potrebbe succedere proprio come è successo alla Juve e al Manchester con Ronaldo e potresti trovarti a dover gestire più problemi di quanti non ne avessi prima…

tutto condito con parecchie migliaia di franchi in meno nel conto aziendale.


Per questo motivo il modo migliore che hai per trattenere i tuoi già collaboratori è farli sentire speciali, unici e indispensabili per la crescita dell’azienda così che non vadano mai via e non ti obblighino mai a ricercare nuovo personale.


Quello che devi fare è:

  • trovare le persone di cui ti fidi e che sai che lavorano bene

  • trattarle bene facendole sentire speciali ed uniche

  • ammirare la tua azienda che prospera senza nessun "egoista" all'interno

E l’unico modo che hai per farlo è offrendogli dei servizi di Welfare aziendale come quelli offerti da Touch.


Il piano Base della nostra proposta pe le aziende prevede un servizio di massaggi direttamente in azienda ogni 5 settimane e potrebbe essere un ottimo modo per evitare tutto ciò.


Ma non è tutto, perché si è rivelato essere un ottimo modo per combattere le tensioni da scrivania o dal lavoro fisico e per migliorare al tempo stesso la produttività e l’attenzione dei lavoratori.


Un servizio così legherà i tuoi collaboratori a te a vita tanto che nessuno di loro vorrà più andarsene nemmeno se gli offrissero uno stipendio da record.


Alla luce di ciò, VORRESTI UN RONALDO NELLA TUA AZIENDA?

Pensaci bene...




A presto

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